NECESSITÀ DI UN SINDACALISMO NAZIONALE

di Daniele Proietti 

I fatti avvenuti a Roma nella giornata di sabato, che condanniamo per la loro matrice violenta, hanno comunque posto l’attenzione nuovamente sullo Stato dei sindacati in Italia. 
Le organizzazioni confederali sono capaci ormai di scendere in piazza solo per rivendicare il proprio antifascismo, e per appoggiare lotte che hanno per oggetto irrilevanti diritti civili.
Essi hanno dimenticato, avvolti da decenni nella logica del potere e del cooperativismo, quale dovrebbe essere la loro funzione, ovvero quella di garantire condizioni di vita migliori ai lavoratori.
Per questo bisogna anche che il popolo riprenda in mano il concetto di “Lotta di classe” ma non nella sua matrice marxista ormai irrimediabilmente fallita, bensi nella sua origine proletaria e nazionalpopolare. In questo momento mediante la delega assoluta del concetto di lotta di classe ai finti sindacati i lavoratori non hanno ottenuto conquiste che ne abbiano significativamente migliorato la condizione di vita. Spesso infatti, chi doveva essere artefice di questa lotta invece di combattere realmente il sistema liberalista, ha preferito un brindisi a suggello di un compromesso, alla faccia degli stessi lavoratori. Con buona pace dei diritti del popolo di cui tanto ci si riempie la bocca. Insomma, tutti sulla giostra, e gli italiani a guardare, speriamo ancora per poco.
Gli attuali sindacati sono solo delle calamite di tessere per poveri cittadini sprovveduti: ne serve uno solo, che rappresenti tutte le categorie e sia autenticamente sociale e nazionale, preludio a quello stato organico che da sempre è il nostro obiettivo.

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