DUE PAROLE SUL REDDITO DI CITTADINANZA

di Giacomo Ciarcia

Indubbiamente il nostro progetto è lo Stato nazionale del lavoro e la piena occupazione del popolo italiano, più che l’aspirazione a un sussidio tout court, detto questo però non possiamo certo allinearci alle “levate di scudo” dannatamente iperliberiste e reazionarie contro il reddito di cittadinanza dei vari partiti politici dal PD a Renzi, alla Lega, a primi su tutti Fratelli d’Italia.
Come sempre infatti il partito di Giorgia Meloni che più volte vorrebbe far credere (non ci riescono) di rappresentare la cosiddetta “destra sociale “, in verità ogni volta non perde occasione nel mostrare il proprio volto reale che lo rappresenta come uno dei movimenti politici, se non propriamente il movimento politico più appiattito su posizioni antisociali, antipopolari e sordi verso le classi sociali più deboli.
È vero che la riforma del reddito di cittadinanza così come partorita dal Movimento 5 stelle rappresenta un mero sussidio fine a se stesso ben lontano dalle nostre aspettative politiche e sociali, e non già come dovrebbe essere un supporto economico in attesa di un incremento dell’occupazione che lo Stato doveva incentivare e garantire in breve tempo ma che così non è stato sino ad oggi a causa della negligenza di chi proponendolo mirava solo ad una lanciata tesa a riscuotere solo consensi elettorali, ma allo stesso tempo è anche vero – e noi lo abbiamo sempre sostenuto in linea di principio con le nostre radici sociali che affondano molto lontano – che non possiamo restare insensibili nei confronti degli ultimi, molto spesso privi di occupazione a causa delle malefatte di un sistema liberal-capitalista agonizzante e morituro ma nonostante ciò difeso ancora a piene mani. Detto questo noi come Movimento Sociale non possiamo dichiararci contrari a priori alla misura del reddito di cittadinanza anche sulla linea degli studi che il compianto professor Auriti ci ha tralasciato.
Le battaglie ultraliberiste le lasciamo volentieri a Renzi, a Forza Italia, al PD e ai “figli di Fiuggi “.
Sicuramente tale legge andrebbe certamente rivista e corretta, per esempio tagliando il sussidio nei confronti di immigrati e Rom, dato che non riusciamo a capire per quale ragione dovremmo elargire un reddito di cittadinanza verso chi cittadino italiano non è. Non i loro avi hanno combattuto nei secoli passati per costruire la nostra Nazione. Sicuramente lo Stato dovrebbe attentamente vigilare su una serie di furbetti che godono di tale introito senza averne titolo legittimo, stessa cosa per gli eclatanti casi di famiglie connesse alla criminalità organizzata che riscuotevano tale beneficio. Ma non possiamo lasciare letteralmente nella povertà assoluta nostri fratelli connazionali vittime del sistema liberista.
Mai indietreggiare sul piano sociale, gli insegnamenti liberaldemocratici sui tagli alla spesa pubblica e alla politica sociale li lasciamo volentieri agli estimatori della grande democrazia liberale di oltre oceano, dove se non hai una polizza assicurativa puoi letteralmente morire malato per strada poiché nessuno può lucrare sulla tua vita.
Alla democrazia liberale ostentiamo la democrazia corporativa, alle logiche del mercato preferiamo lo Stato.



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