Voto ai 18enni per il Senato: arriva il via libera definitivo in Parlamento.

di Mario Settineri

Il sì definitivo per il voto al Senato dei diciottenni rende ancor più attuale la nostra proposta di modifica degli Istituti parlamentari, Camera e Senato.
Quanti hanno sostenuto, fino ad oggi, la necessità della doppia rappresentanza, l’hanno fatto basandosi su due temi principali.
Il primo: la necessità di una doppia approvazione delle leggi a tutela della democrazia, secondo loro sempre soggetta a rischio e pericolo.
Il secondo: la differenza di età del corpo elettorale avente diritto a esprimere la preferenza tra Deputati e Senatori.
Adesso, dopo l’inconsistenza del primo punto, non correndo l’Italia nessun pericolo per la Democrazia, essendo definitivamente caduto il Comunismo internazionale, con la concessione del voto ai diciottenni anche per le elezioni dei Senatori, viene a mancare questa seconda condizione.
Noi Missini, ovviamente, avversiamo questa decisione che riteniamo improvvida e strumentale.
E lo facciamo non per ostacolare i giovani diciottenni o perché non li riteniamo maturi e responsabili al punto da affidare loro anche la scelta dei Senatori, ma perché, e questa è una posizione che ci caratterizza da sempre, riteniamo il Senato della Repubblica una sovrapposizione della Camera dei Deputati, la cui esistenza non ha nessuna valenza pratica, se non quella di essere strumento di condizionamento della politica a favore dei Partiti, luogo di contrattazione, espressione di Lobby pericolose.
Il MSFT è da sempre portatore di un progetto di modifica dell’istituzione Senato nel senso di una diversificazione della forma di rappresentanza.
Per noi la Camera del Senato deve trasformarsi nella camera delle rappresentanze delle categorie del lavoro, dell’arte e della produzione. La Camera delle Corporazioni.
Questa sì sarebbe una riforma seria e che inciderebbe realmente nelle scelte politiche della Nazione.
Il resto, compreso il voto ai diciottenni, nell’attuale contesto, è solamente aria fritta, utile a qualche partito per potersene vantare e trarne, conseguentemente, vantaggi elettorali.
Ma le Riforme, se sono serie, non possono essere realizzate con il pallottoliere in mano, non possono tenere conto dei vantaggi politici che ne scaturiscono.
Le riforme, quelle serie, vanno fatte per adeguare la Nazione, e le sue strutture operative, alle esigenze che le dinamiche interne e internazionali richiedono.
Se ne ricordino gli italiani quando sarà il momento; se ne ricordino soprattutto i giovani, utilizzati, ancora una volta, per fini partitici da quanti si riempiranno la bocca di parole come riforme e partecipazione.
Ancora una volta tutto si è giocato sulla pelle di quanti, i giovani, si sostiene di voler emancipare.
Ancora una volta a prenderli per i fondelli sono loro, i Partiti di regime.

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