DDL ZAN: LA MOSSA DEL VATICANO

di Salvatore Marotta

Diciamoci la verità: nessuno si aspettava un passo diplomatico formale da parte della Santa Sede al Governo italiano sul disegno di legge Zan. Su questi temi, infatti, il pontificato bergogliano non ha certo brillato per battaglie culturali in difesa della fede e della dottrina cattolica – tutt’altro! – facendo gioire quella sinistra – “Chi sono io per giudicare un omosessuale?” – che invece adesso si strappa le vesti per le presunte “ingerenze” della Chiesa nello “Stato laico”. Certo, fa specie sentire questi pagliacci, servi di tutti i poteri sovranazionali, parlare di “sovranità” del parlamento! Ma tornando al tanto contestato disegno di legge contro “l’omotransfobia” (sic!), da mesi uomini di cultura, Associazioni e Movimenti, laici e cattolici, sono impegnati in una battaglia di civiltà tesa a spiegare che quel testo non ha niente a che vedere con le “violenze” o le “discriminazioni”, ma mira essenzialmente ad imporre l’indottrinamento Lgbt e a punire penalmente la libertà di pensiero e di espressione. Ed è proprio sulla difesa della libertà che interviene la nota diplomatica vaticana, richiamando l’attenzione del governo sulla violazione del Concordato, in particolare sull’articolo 2, commi 1 e 3. Il comma 1 recita:” La Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica”. Il comma 3 recita:” E’ garantita ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Il DDL Zan viola il Concordato e mette a rischio non solo la libertà dei cattolici, ma la libertà di tutti. Il passo del Vaticano ha sconvolto il fronte progressista. Del resto che qualcosa si fosse ormai rotto lo ha spiegato nel suo blog il giornalista e scrittore Antonio Socci, qualche giorno prima della nota ufficiale vaticana. Scrive Socci:” Hanno fatto il deserto e lo hanno chiamato “rivoluzione”. Ma ogni rivoluzione divora i suoi figli e così ora si assiste alla rottura tra Bergoglio e i suoi sostenitori . La crisi in corso potrebbe indurlo alle dimissioni (improbabili) o ad andare disperatamente avanti in attesa della tempesta preannunciata da Melloni. Infine c’è una terza possibilità: papa Francesco potrebbe riconoscere che il tentativo di dare un futuro alla Chiesa adattandola alla mentalità mondana è fallito e che la strada giusta è quella di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Sembra impossibile, come i miracoli. Che però possono accadere”. Non conosciamo l’entità dello scontro in atto nella Chiesa e quali saranno i suoi esiti. Una cosa è certa: le sinistre pensavano di avere la vittoria in tasca, la mossa del Vaticano rimette tutto in discussione. Che questo sia frutto di gesuitica raffinatezza o dell’intervento dello Spirito Santo nessuno lo sa. Quello che conta, per ora, è che il gatto acchiappi il topo.

 

immagini tratte da fonti gratuite sul web

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