CONTRO IL PENSIERO UNICO

di Daniele Proietti

Il sistema, inteso come l’insieme di politica, cultura, organi di informazione e tv, è impegnato in maniera massiccia, in questi ultimi anni, a propagandare il verbo del politicamente corretto.
A reti unificate si declina quotidianamente un mondo che somiglia sempre di più ad una massa indistinta, dove ognuno non sa più chi è, e, soprattutto, non ha la minima idea di quale sia il senso autentico della sua esistenza.
Il nascere in un determinato tempo, e  in un determinato luogo, non è, per noi che conserviamo gelosamente una visione spirituale della vita, un qualcosa di casuale.
Parimenti rispondono ad una logica anche le azioni che compiamo ogni giorno, che non devono essere intese, come fanno sia la concezione comunista sia quella liberale, nella loro materialità, ma, al contrario, debbono rispondere ad un qualcosa di più profondo.
In questo mondo che tutto mercifica, ad esempio, il lavoro è visto solo ed esclusivamente come un mezzo per giungere al guadagno.
Di contro noi, ed è questa la nostra specificità che ci rende indispensabili nel panorama politico italiano, siamo portatori di una concezione per cui il lavoro è un qualcosa che eleva moralmente l’individuo e, insieme a lui, la comunità di cui egli è parte.
Per noi tutto ha un senso intrinseco, e stravolgere l’ordine naturale delle cose, come si sta tentando a più riprese di fare, (ed in parte ci si è già riusciti), non porterà ad altro che  alla distruzione della società e all’inizio di un mondo di cui già si scorgono sinistri presagi, con il quale non vogliamo avere nulla a che fare.

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