I MAGGIO

Data controversa quanto significativa, quella del I Maggio.
Icona del  Socialismo Ottocentesca fu  celebrata dalla fine della Guerra in poi dai massamalisti e dai Comunisti poi, in Italia, a suon di scioperi(spesso repressi e degenerati in violenze) ed occupazioni di terre e di fabbriche.
Il Fascismo spostò  la Festa del Lavoro al 21 Aprile nobilitandola nel legarla al Mito di Roma, ma confinando la data nel limbo del-ai tempi- “politicamente scorretto”
Non così in Germania, dal Gennaio ’33 in poi, dove continuò  ad  essere celebrata in pompa magna con cortei e fanfare in tutte le p.zze del Reich
Di mutato, il simbolo sui rossi stendardi(dalla falce e martello alla Hakenkreuz) e la musica suonata dalle fanfare (dall’Internazionale all’Host Wessel lied).
Il sentimento di rispetto nei confronti dei lavoratori, non pote’, durante il Ventennio che crescere nelle realizzazioni sociali e nelle celebrazioni ufficiali in coerenza con quell’Umanesimo del Lavoro profondamente consustanziato nella visione di Mussolini fortemente influenzato  dal Maître a Penser del Regime , Giovanni Gentile, che  avrebbe scritto nel ’43 quel “Genesi e Struttura della Societa’”  tuttora vangelo in questo campo  del pensiero NazionalSociale .
Noi, figli di un Dio minore,  per essere nati appena prima o dopo la disfatta dell’Asse che fu disfatta dell’Europa e della sua Civiltà, senza pregiudizi  celebriamo in questa data la Festa del Lavoro, pur consci di farlo in una Patria dove Lavoro e Lavoratori- già ridotti all’asservimento ai giochi della Finanza Internazionale ed ai capricci dell Borsa dai dilagante liberismo- sono oggi vittime di una incomprensibile gestione di una dichiarata pandemia che  sta trascinando nel disastro la nostra economia ed alla miseria tutto il ceto  medio, lavoratori dipendenti compresi.
Solo una promessa siamo in grado, con la certezza di poterla mantenere, siamo in grado di fare:
Ci batteremo sino all’ultimo -come sempre dal ’46 –
Per la riconquista dell’Indipendenza, della Libertà e della Dignità del Popolo Italiano.
Viva lo Stato trifunzionale e Corporativo!
Viva l Italia!
Viva l’Europa dei Popoli!

Attilio Carelli

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