Augusta, No del Movimento Sociale FT all’abbattimento di parte del Castello Svevo.

di GIANNOTTA Benedetto

L’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana, ha disposto il restauro del castello Svevo di Augusta, edificio simbolo della città fin dal XIII secolo.
Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore ritiene improcrastinabile il salvataggio della storica struttura in tutto il suo insieme e non come previsto dal progetto, attraverso l’abbattimento della piano superiore del castello che, a detta degli esperti renderebbe instabile il piano terra; tale improvvido intervento sfigurerebbe per sempre la struttura originaria del manufatto e rappresenterebbe l’ennesimo sfregio alla città di Augusta ed alla sua storia.
Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore chiede che il Castello Svevo sia restaurato mantenendone l’attuale configurazione, attraverso uno studio approfondito finalizzato ad evitare l’abbattimento di una sua quota parte.
Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore chiede all’amministrazione comunale di attivarsi ed ai cittadini di vigilare affinché il Castello Svevo sia salvato nella sua interezza: Si al restauro, No all’abbattimento!

Breve storia del Castello Svevo di Augusta:
La fortificazione medioevale probabilmente iniziò la realizzazione al 1232, e sarebbe costruito su una preesistente torre di avvistamento di età normanna. La costruzione del castello, sulla piccola penisola denominata “Terra vecchia”, fu voluta dall’imperatore Federico II di Svevia e affidata a Riccardo da Lentini. I lavori terminano nel 1242.
A testimonianza vi è un’epigrafe nel Castello che recita: “Augustam Dìvus Augustus condidit urbem. Et tulit ut tìtulo sit Veneranda suo”.
Il nucleo svevo del complesso militare è costituito da un quadrato murario di 62 metri per lato e otto torri con uno spessore murario di 2,60 m e con fodero di conci in pietra arenaria giuggiulena.
Gli interni sono caratterizzati da grandi arcate ogivali e volte a crociera costolonate gotiche.
Le quattro torri squadrate a centro di ogni lato erano a Est e Ovest di pianta rettangolare e a Nord e Sud di pianta poligonale.
Solo nel 1890 il Castello fu dismesso dall’uso militare per essere trasformato in carcere, funzione che ha svolto fino al 1978.
Negli anni, grazie ad alcuni interventi, si è evitato lo scivolamento della struttura.
Il castello, inoltre, diventerebbe un’attrazione turistica non indifferente, se adeguatamente restaurato e reso museo di storia.
Restiamo vigili e pronti a schierarci con tutti i Cittadini che hanno a cuore la Storia di questa già martoriata CITTA’.

Il Commissario del Movimento Sociale Fiamma Tricolore GIANNOTTA Benedetto

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