VITA DI PARTITO – MSFT

La riunione programmatica di ieri mattina in Via Ottaviano 9 a Roma, storica sede del Movimento Sociale Italiano, non è assolutamente da intendersi come un mero appuntamento di partito.

Non lo poteva essere perché ieri era un giorno che segnava una ricorrenza storica, di quelle che a noi, eterni romantici, toccano il cuore.

Ieri era l’anniversario della morte di un camerata, di Mikis Mantakas, un ragazzo che credeva nei nostri valori, nelle nostre idee, vittima dell’odio rosso.

Quel ragazzo è stato ucciso proprio nel luogo dove noi ieri eravamo riuniti per ricordarlo ma per rilanciare una sfida: per dare nuovo impulso ad una battaglia che va ben oltre una scadenza elettorale, (certo, anche di questo si è parlato), ma che investe qualcosa di più grande, forse anche di noi, che modestamente ma tenacemente la portiamo avanti.

C’è in gioco un’idea immortale, eterna, tradizionale, che attraversa i secoli e i millenni, che non può sparire perché qualcuno ha deciso che il sistema liberaldemocratico debba avere la meglio.

Noi questo sistema lo vogliamo combattere, con le sue armi, ma non, come hanno detto nel tempo diversi traditori “dall’interno”, che ha voluto dire approdare in contenitori più vasti forse ma indefiniti di certo.

Con le sue armi significa rispettando determinate regole, essere un PARTITO, perché è bello fare i centri studi, le associazioni culturali, parlarsi addosso e darsi ragione mentre il mondo va a pezzi.

La STORIA oggi non ci permette pause riflessive, ci ordina di sporcarci le mani, se vogliamo salvare qualcosa.

A questo è servita la giornata di ieri, a dire che il Movimento Sociale Fiamma Tricolore, che dal 1995 avrebbe dovuto essere la casa di tutti i camerati ma è stato ripetutamente tradito, c’è ancora, ed è pronto ad accogliere tutti quelli che si riconoscono non solo in uno Statuto i cui articoli non lasciano spazio a deviazioni “sistemiche”, ma in parole d’ordine e valori che non saremo MAI disponibili ad abiurare.

Ieri il Movimento Sociale Fiamma Tricolore ha ribadito a tutto il mondo “nostro”, che non c’è bisogno di inventarsi sigle autoreferenziali o stemmi avveniristici, perché la casa esiste già, occorre solo tornarvi, per sentirsi finalmente al sicuro, lontani dai distruttori di sogni e dai traditori di idee.

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