RIECCO LA GUERRA FREDDA

Il nuovo Presidente degli Usa Biden non lascia spazio ad interpretazioni e annuncia la ripresa di una ostilità esplicita verso la Russia, la Cina, ma anche nei confronti di tutti i paesi meno potenti non allineati alle dinamiche del potere mondiale e non disposti a sottomettersi all’imperialismo di marca statunitense. Niente di più di quello che avevamo previsto, ovvero una recrudescenza di instabilità politica che sarebbe susseguita all’elezione di un democratico che non fa altro se non ricalcare le orme di Obama. Trump aveva interrotto un certo tipo di atteggiamento che è stato storicamente tipico degli Stati Uniti, e aveva adottato una linea politica più isolazionista, arrivando addirittura a mettere in discussione la Nato, ed è proprio per questo che si era attirato le ire del Deep State americano, responsabile, de facto, della sua destituzione. Biden in questo senso ha riportato le cose alla normalità, uno scenario nefasto per l’Europa, destinata ad essere un cane ubbidiente agli ordini del padrone americano. L’alleanza atlantica infatti, dopo la caduta del muro di Berlino, è stata tenuta in piedi all’unico scopo di attuare azioni imperialiste, da cui hanno tratto vantaggio sempre e solo gli Stati Uniti, e depredare terre e popoli per poi porli sotto la tirannia del debito perenne. Quando Biden dice frasi come: “la democrazia deve prevalere e dobbiamo dimostrare che le democrazie possono ancora adempiere alla loro funzione nel soddisfare i bisogni dei nostri popoli”, oppure “la Russia è una minaccia per le nostre democrazie”, o inoltre “dobbiamo fare qualsiasi cosa per respingere la minaccia cinese”, sta già prefigurando una situazione simile a quella degli anni 50′, che vedrà due blocchi contrapposti e l’Europa nel mezzo non, come sarebbe opportuno, doveroso e rispettoso per quello che il nostro continente è stato e ha rappresentato nei secoli, a perseguire una propria autonomia e a fare i suoi interessi economici, sociali e geopolitici, ma bensì a rispondere sempre si alla chiamata della potenza nordamericana. Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore, essendo erede diretto di un partito figlio dell’esperienza storica più originale, audace e mediterranea che il mondo abbia mai conosciuto, crede che l’Italia, come accaduto nel secolo scorso, debba porsi come baluardo di civiltà e guidare l’intero continente europeo verso una riscoperta dei suoi caratteri identitari e della sua missione storica. Questo non potrà MAI avvenire con governi come quello del banchiere Draghi nè con un organo tecnocratico come l’Unione Europea, ma può verificarsi solo con governi nazionali e sociali, i quali, partendo dalle singole nazioni, pongano le condizioni per una rinascita europea che avvenga spiritualmente per mezzo della tradizione e socialmente tramite il corporativismo.
Daniele Proietti

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