CHI C’E’ BATTA UN COLPO

Di Nicola Cospito

Notava qualche giorno fa un giornalista inglese in un pregevole articolo pubblicato su un quotidiano nazionale che il disappunto creato in Italia dal governo Monti a partire dal novembre 2011 generò il movimento 5 stelle che si fece portavoce della protesta popolare, una protesta, aggiungiamo noi, incanalata nei binari del sistema, addomesticata, fuorviata e resa un po’ alla volta inoffensiva, come è ormai sotto gli occhi di tutti. La stessa protesta, affermava sempre il giornalista, potrebbe svilupparsi di nuovo adesso, man mano che il Governo Draghi, terzo governo del Presidente, renderà noti i suoi provvedimenti che, gioco forza, saranno impopolari dato che anche Draghi scaricherà sui cittadini il peso delle colpe dei politicanti che hanno portato l’Italia al tracollo economico e al noto indebitamento perennemente in crescita. Del resto basta rileggere il discorso programmatico dell’ex governatore della BCE pronunciato al Senato qualche giorno fa, per trovarne conferma. Emblematica, tra le tante asserzioni di Draghi è stata quella per la quale il governo aiuterà si le imprese colpite dalla pandemia, ma non tutte. Si tratterà di fare una selezione salvando dunque le più produttive e meritevoli di continuare ad esistere. E’ chiaro che lo sguardo del governo nato a carnevale è rivolto alle imprese più grandi mentre Draghi sembra dimenticare che sono proprio le piccole e medie imprese che reggono in piedi l’economia italiana dato soprattutto che le grandi, quando non sono diventate preda delle multinazionali o si sono delocalizzate, sono state falciate dalle privatizzazioni da lui stesso incoraggiate, ricordiamo il Britannia, e dalla globalizzazione. Se poi le piccole e medie imprese si sono trovate recentemente in sofferenza, questo è stato dovuto alla scellerata e insensata politica di chiusura imposta e attuata dal Governo Conti due che, invece di adottare i giusti provvedimenti sanitari adeguando le strutture ospedaliere e velocizzando la campagna dei vaccini, ha colpito a fondo settori strategici come il turismo, la ristorazione, lo sport, lo spettacolo, incrementando anche tramite una informazione asservita una vera e propria campagna terroristica che ha paralizzato l’intero paese. Senza sottolineare poi come sempre Conte aveva obbligato le imprese a spendere quattrini per adeguarsi a protocolli che poi non sono stati utilizzati, vedasi quanto accaduto anche la scorsa settimana nel settore sciistico a causa delle decisioni irresponsabili di Speranza. inadeguato ministro della Salute con Conte, riconfermato da Draghi.
Fa riflettere poi anche quanto affermato da Draghi a proposito della “irreversibilità dell’euro”, una moneta unica che in Italia ha prodotto solo danni. A parte il cambio truffaldino di 1936,27, accettato nel novembre 1996 proprio da Draghi che all’epoca era Direttore Generale del Ministero del Tesoro e che faceva parte della delegazione italiana alla riunione dell’ECOFIN a Bruxelles insieme a C.A.Ciampi e ad Antonio Fazio, dove venne stabilito il valore dell’euro, si calcola che dalla sua introduzione non solo i salari sono rimasti bloccati e i contratti spesso non sono stati rinnovati, vedasi ad esempio quanto accaduto nel settore della scuola dove il contratto prima di essere rinnovato con un aumento vergognoso di pochi euro, era rimasto bloccato per circa dieci anni, ma il risparmio dei cittadini è calato del 10 %, il PIL pro capite dell’ 8 % e la produzione industriale del 25 %. L’euro è una moneta di proprietà della BCE che ce la vende ad interesse ed è la causa principale dell’aumento vertiginoso del debito pubblico. Proprio i dati di questi giorni confermano come solo nel 2020 il debito sia cresciuto di 159 miliardi raggiungendo la cifra astronomica di 2.569 miliardi. Di fronte a questa realtà, non ipotizzare nemmeno un ritorno alla moneta nazionale equivale ad un vero e proprio tradimento nei confronti soprattutto delle giovani generazioni condannate ad un triste destino. E come poi non ricordare che proprio i tagli nelle spese sanitarie e la chiusura indiscriminata di tanti ospedali nel periodo precedente la pandemia, chiusura dovuta alla mancanza di risorse monetarie, è stata una delle cause dell’enorme numero di vittime da COVID-19 registrato in Italia.
Le dichiarazioni di Draghi proprio a livello economico destano preoccupazione. Nulla è stato detto di concreto circa un piano di sviluppo mentre lo sblocco dei licenziamenti che arriverà tra qualche settimana getterà sul lastrico migliaia di lavoratori e le loro famiglie. Potremmo continuare sulla scuola, abbandonata a se stessa e sulla quale vengono spese solo parole di circostanza. Fatto sta che solo ipotizzare una riduzione delle scuole superiori ad un ciclo di 4 anni esporrà i giovani ad una precoce disoccupazione, vista l’aria che tira… Dunque potremmo essere alla vigilia di una nuova e più dura rivolta sociale. Una rivolta che sarà contro Draghi e contro tutti i partiti che si sono ammucchiati intorno a lui osannandolo come il Salvatore della Patria. Anche il Centrodestra è andato in frantumi e se di Berlusconi si sapeva che è un pavone spennato che pensa solo ai suoi interessi anche la Lega ha ormai gettato la maschera rinnegando, come già fatto dai 5 Stelle, tutte le idee e i programmi che ne avevano determinato la crescita.
Un nuovo spazio politico si sta aprendo in Italia. Per occuparlo, al fine di dare un vero futuro al nostro Paese bisogna studiare, prepararsi e soprattutto unire le forze. Chi vuole capire, capisca e chi c’è batta un colpo.

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