ALLA SALUTE DI…SPERANZA

La composizione del Governo Draghi indica molto bene quale sarà la direzione che assumerà il prossimo esecutivo. Quella varata è infatti una compagine governativa che contiene di tutto e di più e spazia dall’estrema sinistra, ( Speranza è stato confermato come Ministro della Salute), ai “sovranisti” della Lega, presente con personaggi di spicco come Giorgetti e Garavaglia, agli europeisti di ferro di Forza Italia e del Partito Democratico, che potranno “vantare” nomi come Carfagna, Gelmini, Guerini ed Orlando, fino, ovviamente ai Cinque Stelle, su cui spicca l’esterofilia di Luigi Di Maio, uno talmente competente nel ruolo di Ministro degli Esteri da non sapere neanche quale sia la capitale del Venezuela.
Di fianco a loro tanti tecnici, burocrati che avranno la funzione di avallare supinamente le decisioni prese dal rappresentante dell’alta finanza che Bruxelles ha mandato per governare la colonia Italia, quel Mario Draghi il quale si propone di guidare il treno italiano sul binario dell’europeismo più supino e del liberismo più radicale.
Stupisce la conferma di una come la signora Bonetti, personaggio di punta del partito di Matteo Renzi, come ministro della Famiglia: per inquadrare meglio la persona di cui stiamo parlando basterà ricordare che ella è proprio colei che in tutti i giorni nei quali è stata in carica prima di dimettersi ha cercato con tutte le sue forze di portare avanti quel progetto di destrutturazione della famiglia, parabola cominciata già da molto tempo, attraverso iniziative quali, per esempio, quella di proporre incessantemente una legge che indichi la possibilità, per gli omosessuali, di adottare dei bambini, cosa che, se fosse permessa, segnerebbe la fine di ogni speranza di reimpostare la comunità nazionale italiana sulla base di tanti nuclei famigliari che, intessendo rapporti solidaristici tra loro, possano costituire un agglomerato etnico impermeabile alle aberrazioni di stampo progressista.
A questo punto è lecito porsi una domanda: con nomi che rappresentano cosi tante istanze politiche diverse come potrà andare avanti un esecutivo che voglia seguire una linea retta? La risposta è molto semplice e sta nel fatto che quella che si è verificata è una vera e propria spartizione delle poltrone, e ai partiti soltanto questo interessava; al resto, ossia ad imprimere una linea politica che in realtà è stata già data dall’Unione Europea, la quale non solo ha quantificato i soldi che come Stato ci spettano ma ha anche dichiarato apertamente in che modo dovremo spenderli, ci penseranno i tecnici, la cui affinità nei confronti della dittatura finanziaria che ci opprime è la migliore garanzia per chi vuole tenerci a guinzaglio, e, bisogna dire, forse mai come stavolta, vedrà pienamente realizzati i suoi scopi.
Essendo quasi tutto il parlamento coinvolto in ciò è chiaro ed evidente il fatto che non sarà in quella sede, la quale ormai è stata privata da tempo, nonostante con ridicoli slogan si tenti di dire il contrario, di ogni effettiva forma di rappresentanza del popolo, che ci potrà essere una reale opposizione a questo disegno che mira a rendere l’Italia schiava per sempre dei suoi creditori, ma questa potrà esistere soltanto se nascerà fuori dalle istituzioni, da forze realmente alternative ad un sistema che da tempo ha dimostrato quanto sia marcio.
Daniele Proietti

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