Foibe: ipocrisia di Stato

Anche quest’anno, in occasione del Giorno del Ricordo stiamo assistendo alle solite ipocrite speculazioni da parte dei rappresentanti di quello stesso Stato che per quasi sessant’anni ha occultato, negato e coperto con vergognose menzogne il dramma delle Foibe carsiche. Prima la ragion di Stato, colonizzato USA-UK, non consentiva tale “Ricordo” ma, a distanza di tanti anni, passando per il Memorandum di Londra (1954) e il definitivo Trattato di Osimo (1975) con la rinuncia della sovranità italiana su Dalmazia, Fiume, Istria e gran parte della Venezia Giulia, la storiografia ufficiale ha riconosciuto l’eccidio sistematico compiuto dal regime di Tito, con la collaborazione di nostri, malgrado, connazionali, abbagliati dal paradiso comunista, fra il settembre del 1943 e la primavera del 1945, ma anche oltre. Decine di migliaia di morti e oltre 350.000 esuli attendono ancora invano una giustizia che non arriverà mai, anche perché l’anagrafe ha fatto ormai il suo corso per quasi tutti i responsabili impuniti per sempre.


Ecco perché respingo fermamente le ipocrisie di questa giornata: per me è sempre e non solo oggi 10 febbraio il Giorno del Ricordo; perché tale dolorosa vicenda è anche il simbolo della resa definitiva dell’Italia ai colonizzatori stranieri. Una resa che si conferma in questi giorni, con la certificazione del fallimento della politica che non riesce a esprimere un proprio governo all’altezza della grave situazione economico-sociale odierna, solo incentivata, si badi bene, dalla pandemia, e con il sostanziale passaggio dei poteri in mano a un commissario fidato di Bruxelles, di Francoforte, del Gruppo Bilderberg e anche d’oltre Manica e d’oltre oceano, insomma il perfetto garante dell’europeismo finanziario e degli effettivi poteri mondialisti Speriamo che gli Italiani, nel vedere alla televisione tante facce costernate, si rendano conto dell’ipocrisia di tutto ciò.
Roma, 10 febbraio 2021

(Roberto Bevilacqua)

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